Oculisti e bevacizumab intravitreale: SIFaCT respinge l’attacco alla professionalità dei farmacisti ospedalieri

Nel recente articolo pubblicato da Adnkronos Salute, il Presidente SOI, Matteo Piovella, dichiara che “normalmente le farmacie ospedaliere non sono attrezzate per questo tipo di livello di procedura, nè sarebbero in grado di far fronte a tutte le prevedibili richieste” di preparazioni intravitreali di bevacizumab.
La SIFaCT, società scientifica di recente costituzione che raccoglie oltre 200 farmacisti del SSN, stigmatizza e afferma il proprio disappunto di fronte a tali dichiarazioni che lasciano intravvedere il fastidio di taluni clinici nel doversi rivolgere agli unici professionisti legittimati ad effettuare preparazioni galeniche personalizzate in ospedale e nelle strutture del Servizio sanitario nazionale.
La legge ([i]), appena promulgata, assegna ad AIFA la responsabilità di approvare gli usi off label attraverso l’inclusione nel l’elenco speciale previsto dalla legge 648/96.

Non entriamo in questa sede nel noto dibattito sviluppatosi sulla valutazione delle evidenze dei trattamenti intravitreali e ci rimettiamo alle decisioni che le istituzioni assumeranno in materia.
Qualora bevacizumab intravitreale dovesse essere nuovamente autorizzato per la maculopatia senile, gli oculisti si dovranno  assumere la responsabilità prescrittiva mentre l’allestimento delle fiale dovrà essere esclusivamente effettuato presso una farmacia ospedaliera secondo le Norme di buona preparazione, destinandola ai soli reparti ospedalieri escludendo estensioni ad ambulatori extra-ospedalieri e non appartenenti al Servizio sanitario nazionale. In tale eventualità, SIFaCT  si appella fin d’ora a tutte le istituzioni affinchè vigilino sulla corretta applicazione degli standard somministrativi di questo trattamento.
I farmacisti ospedalieri sanno perfettamente come allestire farmaci antitumorali sotto cappa a flusso laminare secondo procedure standard applicabili al bevacizumab, anticorpo monoclonale usato prevalentemente anche in oncologia.
SIFaCT chiede alla società scientifica con-sorella SIFO, ancora silente, di associarsi a tale proposta e di respingere l’attacco alla professionalità dei farmacisti ospedalieri, inopinatamente lanciato del Presidente SOI.

 

Il Presidente: Mauro De Rosa


Articolo pubblicato il: 15/05/2014
Farmaci: Soi, bene Css su Avastin ma coinvolgere tutti i 7 mila oculisti
Roma, 15 mag. (Adnkronos Salute) - "Il mio giudizio è positivo per la questione sostanziale. Non avevamo dubbi su quali sarebbero state le conclusioni del Consiglio superiore di sanità". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Piovella, presidente della Soi (Società oftalmologica italiana), commentando il parere del Css su sicurezza ed efficacia di Avastin e Lucentis nella maculopatia senile. "Ritengo però che gli esperti abbiano approfondito meglio la valutazione dei dati su sicurezza ed efficacia, rispetto al problema dell'accesso alle cure. Infatti a questo punto ci sarà un boom di richieste di visite e trattamenti nelle strutture ospedaliere: tutti i 7 mila oculisti, non solo i 2 mila che lavorano negli ospedali, devono essere coinvolti".

"Anche perché nel caso della maculopatia la diagnosi e terapia sono aspetti elementari. E i centri di eccellenza in oculistica non esistono. Il punto è - dice Piovella - che 100 mila pazienti non sono stati in grado di accedere alla terapia. Occorre una risposta coordinata". Quanto al frazionamento, che secondo il Css dovrà essere nelle farmacie ospedaliere che hanno i requisiti e che ne assicurino la distribuzione, "noi non abbiamo nessuna preclusione. In passato ci siamo sempre rivolti a farmacie specializzate, in grado di fornire un farmaco sicuro e monodose, con una scadenza di due mesi. Normalmente - dice Piovella - le farmacie ospedaliere non sono attrezzate per questo tipo di livello di procedura, nè sarebbero in grado di far fronte a tutte le prevedibili richieste". Infine, "mantenere questi farmaci in fascia H è una follia: si tratta di prestazioni ambulatoriali, e se non posso usare l'ospedale, perchè si tratterebbe di un ricovero improprio, non ha senso la fascia H". Insomma, occorrono alcuni aggiustamenti, "ma quella di oggi per i pazienti è una buona notizia".

Fonte: http://www.adnkronos.com/salute/sanita/2014/05/15/farmaci-soi-bene-css-avastin-coinvolgere-tutti-mila-oculisti_BJaZ5IkQfEIuyMRn7zacXN.html


[i] Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale

 

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